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sab : 11:00 – 19:00
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Gli anni del “boom economico” e della contestazione studentesca, della musica rock e del twist che dilaga tra i giovani; gli anni di “Sapore di sale” e “24.000 baci” in Italia; della “Dolce vita” di Fellini e “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone. Andy Warhol ritrae Marilyn Monroe e Neil Armstrong sbarca sulla Luna.

Sono anni caratterizzati da cambiamento e rivoluzione, soprattutto nel campo della moda. Potremmo dividere il decennio in due momenti: all’inizio, l’influenza degli anni ’50 è ancora presente e la ritroviamo nell’eleganza e nelle linee femminili e sinuose degli abiti o tailleur abbinati a corti giacchini, stile Jackie ‘O Kennedy ma l’assenza di maniche è tipicamente anni ’60; Successivamente, le linee subiscono un processo di semplificazione: l’abito diventa svasato, trapezoidale, senza punto vita e assume la particolare forma ad “A” per silhouette longilinee e dalle forme più magre, simili a quelle in voga negli anni 20.

C’è aria di novità: è l’epoca della minigonna, creazione della geniale Mary Quant che avrebbe rivoluzionato il modo di vestire delle donne, segno evidente del loro bisogno di maggiore libertà e autonomia; da quando Twiggy, indiscussa icona di quel periodo, la indossò per la prima volta fu subito storia! Il gentil sesso osa di più con stampe optical e geometriche e colori sgargianti per non passare inosservate; o ancora, bigiotteria stravagante e abiti bicolor in bianco e nero, abbinati a scarpe col tacco più basso e leggermente squadrato, le famose “slingback” aperte sul retro, o stivali decisamente fuori dal comune.

 

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