Come un dettaglio ti cambia la vita. Breve storia della chiusura lampo.

Sundback brevetto "Separable fastener"
ciccio

Sundback brevetto
“Separable fastener”

Giacca di sopravvivenza, Air Ministry, Royal air force, anni ’40
foto da “The vintage showroom”, Gunn & Luckett
L’impiego della lampo ha avuto da subito un grande successo nell’abbigliamento tecnico.

Air Ministry Coastal Command Bomber, Royal air force, 1942
foto da “The vintage showroom”, Gunn & Luckett
Stupendo questo bomber dell’aviazione inglese, in cui le lampo la fanno da padrone, anche nella regolazione delle maniche in modo da poter consentire una rapida chiusura sui guanti.

Il surrealismo entra nella moda con Elsa Schiaparelli

Alle origini della lampo

Ci sono molte cose che diamo per scontate perché ormai entrate largamente nell’uso quotidiano: ma sono proprio questi particolari che ignoriamo che fanno una grossa differenza in un abito e… nella vita.

L’invenzione della prima “chiusura lampo” (o almeno dell’idea di un sistema di chiusura automatico “continuo” e “a carrello”) è generalmente riconosciuta nel prototipo del 1851 di Elias Howe, geniale inventore interessato, a quanto pare, più all’estro che al commercio, se è vero, come si racconta, che pochi anni prima avesse perso ogni diritto sulla macchina da cucire, da lui inventata e mai registrata all’ufficio brevetti.

Il doodle dedicato alla nascita di Sundback
pubblicato da Google per il 132° anniversario della nascita dell’inventore svedese.

La lampo come la conosciamo noi

Nel 1893 Whitcomb Judson migliorò il primo prototipo e la presentò nel 1983 all’esposizione mondiale di Chicago, dove non ebbe lo sperato successo, dato che il metodo di chiusura continua dei ganci (che poteva avvenire sia automaticamente che a mano) non era abbastanza affidabile.

Dopo vari tentativi da parte di altri, il passaggio più importante per arrivare a quello che sarà il prodotto come lo conosciamo oggi è l’innovazione di Gideon Sundbäck, svedese emigrato in Canada, che nel 1917 riuscì ad affermare la sua invenzione, la prima a mutuare i ganci in denti, la cui “densità” era aumentata per incrementare l’efficacia e la sicurezza della chiusura. La sua invenzione conquistò il mercato quando venne adottata nelle divise dell’esercito americano che la impiegò inizialmente per la chiusura di cinte e tasche.
Per l’alta sartoria, però, la lampo restava un congegno brutto e antiestetico: nei rari casi in cui veniva adoperata, l’abito doveva nasconderla perché ogni apertura doveva rimanere modellata al corpo, senza imperfezioni. L’impiego nelle calzature – che era quello inizialmente previsto dai primi antichi prototipi – fu decisivo nel 1923 quando la BFGoodrich produsse stivali di gomma con la cerniera che presero il nome di Zipper Boot. Il successo fu tale ed in continua crescita negli anni successivi che, nel 1934, la ditta produttrice Fastener arrivò a vendere ben 60 milioni di pezzi.

Trench in pelle da motociclista, anni ’20
foto da “The vintage showroom”, Gunn & Luckett
Notevole e precoce l’uso della zip in questo stupendo trench su misura per motociclisti.
Da notare la zip in diagonale che ancora oggi caratterizza le giacche tecniche da moto.

Surrealismo della chiusura… ermetica

L’applicazione della cerniera agli stivali fu un successo che a quel punto la sartoria non poté più ignorare. Si deve all’estro surrealista di Elsa Schiaparelli l’uso della zip per la prima volta su un abito, non nascosta nel tessuto ma a vista, dove gli occhi potevano poggiarsi e vederla.

La possibilità di poter conoscere gli anni delle varie applicazioni della chiusura lampo nel corso del tempo, ci offre la possibilità di datare un accessorio con maggiore precisione, ma non solo, nel tempo acquisisce un ruolo sempre più importante nelle vita di tutti i giorni: dall’agevolare l’uso dei capi di abbigliamento, al rappresentare anche un cambiamento radicale nell’educazione. Proprio grazie alla zip i bambini diventano più indipendenti e veloci nel vestirsi: pura comodità per una generazione di mamme che andavano incontro alla liberazione dei costumi e alle conquiste femministe. Le stesse donne che ora possono chiudersi i vestiti da sole, senza incrociare gli occhi su mille bottoncini.
La rivista di moda Esquire nel 1937 elogiò con un articolo l’invenzione, ormai “eccezionale per la moda” e specificando che la chiusura lampo avrebbe evitato la possibilità di involontari e imbarazzanti errori e disordini nell’abbigliamento maschile… oggi la lampo aiuta a rendere meno scomidi i piccoli gesti per non rimanere involontariamente con la bottega aperta!

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